Torre Civica

La torre dell’orologio si erge lungo la salita che dalla piazza centrale conduce al paese alto e al castello. Merita senz’altro, per vederla da più vicino, recarsi in alto, dietro di essa.
Giunti alla torre ci si trova in un piccolo piazzale circondato da un muretto di protezione in mattoni dal quale si può godere una splendida vista panoramica di tutta la vallata dell’Ete Morto.
Il più antico documento (una pergamena esistente presso l’Archivio di Stato di Fermo) in cui si parla di una torre a Sant’Angelo in Pontano, diversa dalla rocca del girone, risale al 1397. Tale documento attesta che essa era stata fatta costruire “de novo” insieme ad alcune case da Vanni di Cecco Corradi.

Come riportato su una delle campane, la prima macchina del tempo dovette esservi installata
nel 1593. Doveva trattarsi di un orologio semplice e che, con una sola campana, segnava solamente le ore.
Negli anni 1791-92 furono fatti grandi lavori di rinforzo alla base della torre ed ai muraglioni circostanti ad essa per assicurarne la stabilità.
Dai documenti risulta che si demolì la torre stessa “fino alla seconda fascia” ricostruendone
di nuovo tutta la parte alta, così come la si vede oggi, con le sue celle campanarie e con il coronamento ornamentale ad archetti posto alla sommità. Fu anche sistemato il piazzale dietro la torre, munendolo di idonei muretti di protezione. In questa occasione si rinnovò
anche l’orologio, come dimostra un’altra campana esistente sulla torre. Inoltre fu fatta alla base del manufatto “la porticella con l’arco per andare a porre i pesi dell’orologio”.
Questo secondo orologio del 1792 rimase in servizio sino al 1847, quando venne sostituito dalla macchina costruita ed installata da Pietro Mei da Montecarotto. Il vecchio quadrante che indicava le ore “all’italiana”, cioè quelle segnate con numeri romani da I a VI, e che si incominciavano a contare da “un’ora di notte”, venne sostituito con quello attuale moderno allora detto “all’astronomica”, con le ore scritte in numeri arabi da 1 a 12. Il meccanismo di Pietro Mei ha funzionato sino al 1999 e fino ad allora era necessario che il “regolatore dell’orologio” si recasse giornalmente ad azionare la manovella che sollevava i contrappesi legati alle funi cadenti sino alla base della torre. Ora del vecchio orologio, il cui vetusto ruotismo è conservato nel palazzo comunale, restano sulla torre solo il quadrante e le lancette che vengono però azionate da un apparecchio elettronico. Sulla torre è stata anche montata, in aggiunta alle due antiche campane di cui s’è detto, una terza campana, datata 1823, proveniente dall’ex monastero delle Benedettine.
Guardando la torre dal basso, da Via S. Nicola, a mezza altezza, sulla sinistra della facciata, si vede ancora infissa al muro una carrucola che una volta serviva ad abbassare e poi rialzare il lampione della pubblica illuminazione che era appeso ad una fune posta di traverso sulla strada.

Informazioni

Nome della tabella
Costruzione 1397

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