Chiesa di San Michele

Sorge lungo via Roma, a pochi metri dalla piazza principale del paese. La facciata in mattoni, incassata tra due edifici, conserva murata sul timpano una formella con un bassorilievo in arenaria raffigurante San Michele Arcangelo, antichissima testimonianza di quest’importante presenza, legata all’origine del nome del paese.Di questa chiesa si hanno notizie documentate dal 1450: aveva allora il titolo di Sant’Angelo ma la sua fondazione dovrebbe risalire ad epoca addirittura anteriore al Mille, ed è da ritenersi la chiesa matrice del paese.
L’attuale edificio risale alla fine del XVI secolo e certamente fu costruito sul sito di altro tempio più antico preesistente.

A navata unica, presenta un altare settecentesco con timpano a linee spezzate sorretto da due colonne lignee dipinte riproducendo le venature del marmo; sovrastano le colonne due capitelli corinzi in legno completamente rivestiti d’oro in foglia. Al centro è collocato un tabernacolo ligneo sorretto da quattro colonnine tortili. Attualmente, in luogo della pala d’altare, è stata collocata una statua lignea raffigurante Cristo coronato di spine. In origine vi era un dipinto della scuola di Federico Barocci, recentemente restaurato, raffigurante la Madonna con Gesù Bambino e i Santi Michele Arcangelo e Antonio Abate, quest’ultimo in abiti vescovili.
Lungo le pareti laterali si trovano una tela del 1765 circa di Antonio Liozzi, che raffigura la Traslazione della Santa Casa di Loreto e San Nicola e una curiosa tela seicentesca che raffigura la Guarigione di San Sebastiano Martire (che secondo tradizione, non sarebbe morto legato alla colonna, ma in una fase successiva).
In un interno domestico, da dove è possibile scorgere un suggestivo paesaggio notturno, una figura femminile, da identificarsi in Santa Irene, è intenta a curare le ferite procurate dalle frecce a San Sebastiano).
Nella parete di fronte merita attenzione una grande tela settecentesca raffigurante la Vergine con il Bambino con i S.S. Benedetto, Bernardo ed Angeli. La figura (S.Benedetto) collocata sulla parte sinistra sorregge un libro aperto, nel quale è possibile leggere la seguente iscrizione: “Ausculta, o fili, precepta magistri, et inclina aurem cordis tui”. La tela proviene dalla demolita chiesa di S. Francesco e fu dipinta nel 1834 da A.Agamennoni.

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