Chiesa di S.Salvatore

La Chiesa Collegiata del SS. Salvatore sorge sull’omonima strada, al termine dell’antistante piazzale Trento. La sua costruzione risale alla prima metà del sec. XII, ai tempi in cui il paese era una signoria governata dal conte Gerardo da Vignole.
Si presenta in stile romanico, articolata in tre navate, suddivisa in sei campate, ciascuna scandita da colonne e pilastri, la cui peculiarità è quella di presentare tutti capitelli differenti uno dall’altro.

Una lapide marmorea, ora posta sopra la porta della sacrestia, attesta che l’8 maggio 1435, al tempo del pontificato di papa Eugenio IV, la chiesa fu solennemente consacrata,
probabilmente dopo rilevanti lavori di restauro.
A ricordarci quella cerimonia sono anche le piccole dodici croci di ferro affisse a mezza altezza sulle colonne che sorreggono le navate del tempio.
Visitando l’interno, saltano subito all’occhio due acquasantiere in pietra scolpita ricavate da antichi capitelli, provenienti con tutta probabilità dalla cripta dell’antica chiesa.
Notevole è anche il settecentesco battistero a colonna con al piede uno stemma gentilizio,
che una volta doveva pur essere usato come acquasantiera.

Di particolare interesse si presenta l’affresco collocato nella quarta colonna a destra, tradizionalmente conosciuto come Madonna della Colonna, recentemente restaurato e riportato all’originario cromatismo.
Raffigura la Madonna che stringe il Bambino sulle braccia, intento a giocare con un uccellino e al tempo stesso a benedire, in un atteggiamento solenne ma umanissimo.
L’opera, attribuita in passato alla scuola dei Salimbeni o a Ugolino di Vanne, trova una sua corretta collocazione in ambito marchigiano, nella prima metà del sec. XV.
Da segnalare un antico e bel Crocifisso ligneo sopra l’altare dell’omonima cappella di destra, che normalmente è coperto da un sipario a saliscendi.
Recentemente restaurato, è degno di menzione l’organo a canne, costruito da Luigi Crudeli nel 1789, attualmente posizionato nella sesta campata destra, davanti alla porta d’ingresso della sacrestia.
L’organo è oggetto d’interesse in quanto presenta la rarissima caratteristica di possedere un doppio registro del flauto traverso, cosicché per ogni tasto risuonano due note della stessa altezza. Dopo la metà del secolo XVIII un organo fu installato sul fondo della chiesa, sopra la porta principale, in una cantoria lignea, tutta dipinta, appositamente costruita e accessibile a mezzo di una scala laterale.
In fondo alla navata destra è possibile vedere una campana, fusa nel 1438, proveniente dalla chiesa di S. Francesco, ubicata nella piazza principale del Paese e demolita nel 1969.
Accanto alla chiesa, dove oggi sorge la casa parrocchiale, un tempo si estendeva la Canonica, dove vivevano i monaci, nel rispetto della Regola dettata da S. Agostino, sotto la direzione religiosa e morale di un abate.
Sono da visitare anche la cripta ed i maestosi sotterranei.
Inizialmente il sotterraneo era costituito dalla sola cripta, il cui soffitto reggeva il pavimento rialzato, dove c’erano l’altare e il presbiterio. I sostegni erano assicurati da due grandi pilastri e da otto colonnine in laterizio, con basamento in pietra, che ancor oggi si possono vedere incastonate nei muri perimetrali.
Alla cripta si scendeva per mezzo di una o due scalette poste all’altezza delle prime due colonne vicine all’altar maggiore.
Sotto la restante parte del pavimento della chiesa v’era il tufo della rupe su cui era stato costruito l’edificio, ma man mano, nei secoli, il terreno fu scavato per costruirci le tombe ove seppellire i defunti.

Già in epoca napoleonica furono poi vietati i seppellimenti in chiesa, ma solo nel 1834, al tempo dell’arciprete Lucarini, fu iniziata l’opera di bonifica dei sotterranei, che durò diversi anni e che finalmente ebbero termine nel 1844. Col tempo furono poi fatti lavori di fortificazione alle basi dei pilastri, e tutto fu adeguatamente rinforzato con archi e volte, in modo che la struttura e il pavimento della chiesa non potessero più cedere, come succedeva spesso in passato.
Nel 1934, al tempo di mons. Potentini, si abbassò ulteriormente il pavimento di tutta la zona ove prima erano le tombe, portando l’ampio locale ad un’altezza fruibile, così come ora lo si vede, e fu fatta la scaletta di accesso ad esso dalla sacrestia.

Informazioni

Nome della tabella
Costruzione Prima metà sec. XII

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